La porta della stanza di Tami era scura e pesante, d'ebano probabilmente. La scritta 17 era in rosso scuro. Quando entrò, sospirò di piacere davanti all'eleganza della sua camera...quanto gli era mancato il lusso, dopo il fattaccio...
La stanza era ammobiliata di scuro, un letto a baldacchino si ergeva maestoso sul lato, i cui drappi scendevano vermigli fino al pavimento di granito nero. Tre grandi finestre riempivano completamente una parete, mostrando a chi entrava una vista mozzafiato sulla valle buia. Nemmeno una luce, nè un candelabro ornavano il luogo, immerso nella penombra.
-Si torna in vita...- Un pipistrello gli sibilò sopra la testa.
-Sì...davvero alla vita...-
Poi, lentamente, uscì, non senza aver ammirato a lungo un vaso di rose, il cui profumo era l'unica cosa viva che si trovasse in quel buio perene...